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Romina Rocchi

Vincitrice Great Comebacks™ 2006  

foto: Romina Rocchi

A diciotto anni, età nella quale avrei dovuto muovere i miei primi passi autonomamente verso un mondo fatto di felicità, di speranze, di sogni iniziò il mio calvario... Morbo di Crohn.

Da qual momento in poi avrei dovuto convivere con una malattia infiammatoria intestinale cronica. A ventitré anni mi sono sposata con un uomo meraviglioso che ha accettato fin dal primo istante me e la mia croce.

Nel nostro stupendo nido d'amore costruito con tanti sacrifici mi sentivo serena, appagata, finalmente circondato da quell'amore cercato per lungo tempo... Purtroppo, però, il corpo non ha seguito i voli di fantasia della mia mente, la forza che sentivo dentro di me, la rabbia che cresceva, non sono riuscite a fermare un "Crohn" che tutto d'un tratto è impazzito... Dimagrivo a vista d'occhio e non riuscivo più a guardarmi allo specchio, ma mi sentivo impotente, avevo una fame terribile in certi momenti, ma la paura del dolore forte, lancinante mi faceva optare per un chewing-gum o una caramella o... una sigaretta. La mia non poteva più chiamarsi vita: non uscivo più, ero sempre nervosa. Il dolore era presente ventiquattro ore su ventiquattro indipendentemente dal mio modo di alimentarmi, rifiutavo le carezze di mio marito perché mi vedevo brutta, troppo magra per poter piacere ad un uomo! Io non stavo VIVENDO, ma SOPRAVVIVENDO. Da qui la decisione di affrontare l'intervento chirurgico: per tenere "a riposo" il mio tratto d'intestino malato.

Dopo una settimana dall'intervento mi dimisero e io me ne tornai a casa senza atroci dolori in pancia...

Psicologicamente ero molto sollevata, ma una volta "catapultata" nella quotidianità mi sentivo un'altra persona: il corpo estraneo che spuntava dal mio addome creava in me una profonda angoscia e più i giorni passavano e più essa cresceva... Dovevo fare qualcosa affinché la mia qualità di vita migliorasse. Diedi un nome al mio stoma, lo chiamai "Pallina"per la sua somiglianza a quest'oggetto e per sentirlo ancora più parte di me... volevo creare quell'intimità che mi avrebbe permesso di non utilizzare più mille stratagemmi per cercare di nasconderlo anche a me stessa. Nel frattempo iniziai la terapia per salvare il mio colon retto, fu molto dura, ma la mia immensa voglia di vivere mi ha aiutato a sopportarla e ad andare avanti anche quando, dopo il primo controllo, i medici mi dissero che la cura non stava facendo effetto...

Mi proposero l'intervento di colectomia totale con confezionamento di ileostomia definitiva… definitiva... definitivo... Esposi le mie paure a mio marito perché ciò che mi facevo desistere era la possibilità di non piacergli più. Lui è stato eccezionale, mi ha aiutato tantissimo a non vergognarmi, a capire che la Romina che lui aveva sposato non era cambiata e che l'arto in pancia mi aveva salvato la vita per cui ciò che dovevo provare era riconoscenza, non vergogna...

Lui mi desiderava di più perché la stomia mi aveva cambiata anche dentro: non ero più nervosa, ero disponibile con gli altri e nel mio viso non avevo più quell'espressione tesa e dolorante ma un sorriso sincero, sereno, gioivo delle piccole cose e rendevo la mano al mio prossimo per aiutarlo ad accettare situazioni simili alla mia!

Mi operai... Ora la mia è una vita stupenda, a due anni da questo ultimo intervento, il rapporto con il mio stoma è notevolmente migliorato e si basa su di una complicità molto semplice ma funzionale: io mi prendo cura di lui e in cambio, lui continua a fare il suo dovere per non farmi soffrire...

Non potrò mettere il bikini, ma posso vivere la mia stupenda vita: con tante persone attorno che mi vogliono bene, con la mia sensibilità maturata dalla sofferenza che mi aiuta a stare accanto in maniera consapevole alle persone che vivono la malattia e con una forma di saggezza, derivata dalle mie dolorose esperienze, che mi permette di apprezzare di più le cose importanti di questa vita: l'amore, la famiglia, la felicità di potersi svegliare la mattina senza sentire alcun dolore e la gioia di addormentarsi la sera senza dover ricorrere agli antidolorifici; anche lo stessa quotidianità ha assunto un valore straordinario, finalmente con l'aiuto di Pallina non arranco più per sopravvivere, ma vivo fino in fondo, senza privarmi di ciò che mi piace fare e di quello che voglio diventare. Ora "Lei" è parte di me e ogni volta che la guardo o che la "sento", Pallina mi ricorda che HO SCELTO LA VITA...