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Roberto Radi

finalista Great Comebacks™ 2013  

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Sono stato un uomo perfettamente sano, quindi efficiente, fino a quando, all’età di 56 anni, sono stato improvvisamente colpito da Granulomatosi di Wegener, con emorragia polmonare e sottoposto a dialisi. È stato terribile sperimentare quanto è difficile vivere da malato. Ma il colpo è giunto 6 anni dopo, quando una perforazione intestinale con peritonite stercoracea, dalla quale sono sopravvissuto in maniera quasi miracolosa, mi ha costretto a vivere con una colostomia. All’inizio è stato veramente difficile. Benché fossi grato a Dio e ai Medici per avermi salvato la vita, quell'orribile buco sulla pancia era davvero difficile da accettare. Non potevo e non volevo nemmeno guardarlo. Nonostante tutto il personale infermieristico si impegnasse al meglio delle sue capacità, ogni cambio era un’esperienza terribilmente imbarazzante, dolorosa, sempre piena di difficoltà e di imprevisti. Ma in ospedale tutti mi rassicuravano dicendo che presto sarebbe tornata in servizio (poiché in malattia) una stomaterapista specializzata che avrebbe saputo aiutarmi. Aiutarmi? Mi avrebbe miracolosamente guarito? Chi poteva aiutarmi in modo pratico? Sì, Elisabetta, mia moglie, è stata sempre molto presente e disponibile, sin dal primo giorno, ma anche lei era disorientata. Una mattina, verso le 11, passa una figura autorevole, ma garbata, e mi dice: "Signor Radi, verrò da lei dopo pranzo e ci faremo una bella chiacchierata". Era Mihaela Vieriu. Sì, Mihaela sarebbe diventata per noi davvero una sicurezza affidabile, costantemente e teneramente presente. Parlarvi di Mihaela non è facile. Lei possiede una grande professionalità, con innate e straordinarie capacità: ha sempre una spiegazione da dare, la soluzione ad hoc per ogni situazione. Si, Mihaela comprende davvero come mi sento e sa darmi la capacità e la volontà di affrontare le mie circostanze. Sarebbe inutile descrivere i particolari, le difficoltà, una colostomia difficile la mia, prima si stenotizzava (dovevo dilatarla con Dilaston ogni giorno) sanguinava, doleva. Poi un confezionamento l’ha resa molto estroflessa, tendente all’ernia e ancora sanguinante. In queste condizioni è già trascorso un anno e mezzo, ma lei, la nostra Mihaela, non mi ha mai compatito. Mi esorta sempre con parole appropriate ad affrontare di volta in volta le difficoltà con estrema naturalezza. Non chiedetele a quante telefonate ha risposto, quante volte mi ha benignamente ricevuto, disponibile, capace, piena di empatia. Mihaela mi ha ridato fiducia in me stesso. Non ha curato solo “Lola” (così in famiglia chiamiamo il mio nuovo “culetto”), ha reso la stomia parte della mia vita. Lei cura anche i cuori delle persone, perché amino questa nuova opportunità di vita, cura le menti degli stomizzati e delle loro famiglie, facendogli accettare con dignità e ragionevolezza la nuova condizione. Prego Dio che nel mondo ci sia sempre, per ciascun stomizzato, una Mihaela, che possa operare lo stesso miracolo che ha fatto per me: sono un uomo sereno senza alcuna remora, consapevole e completamente autonomo, nutro un riguardoso rispetto per chi mi circonda, ma anche un umoristico atteggiamento in caso di “imprevisti”. Mia moglie ed io amiamo “Lola”, che ci permette di vivere ancora insieme e godere di tutto ciò che la vita ha da offrirci. Rendiamo grazie a Dio e consideriamo Mihaela Vieriu un’espressione del suo amore.

Per tutto ciò, dico di cuore: Grazie Mihaela.