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Maria, una signora romana, nonna di sei nipoti. La storia che ci ha inviato sembra la sceneggiatura di un film, per la bravura con cui è stata scritta e anche per alcuni episodi che hanno dell'incredibile. Questa storia comincia nel 1962, ben quarant'anni fa. Maria aveva solo 29 anni e tre bambine piccole di 7, 5 e 3 anni.

La gravità della sua malattia è tale che Maria, ricoverata in ospedale, vive grazie alle continue trasfusioni, ma il sangue costa e il marito si vende praticamente tutto per procurarlo ogni giorno.

I medici non credono alla possibilità di un intervento chirurgico e Maria viene operata solo perché il marito entra di forza nello studio di un illustre chirurgo e lo implora di provarci: "Figlio mio - gli risponde il medico - qui si tratta di operare un cadavere, tua moglie è in fin di vita". Ma il marito insiste tra le lacrime: "Ho tre bambine piccole, la prego, se c'è una possibilità su mille lei ci deve provare...".

E così Maria viene operata.

La descrizione della sua convalescenza è atroce, e quasi nessuno, in ospedale, crede che ce la farà a sopravvivere.

"Io pensavo alle mie bambine -racconta nella sua lettera - mi chiedevo se avessero mangiato abbastanza, se la notte fossero ben coperte e al caldo. Pregavo Dio di non farmi morire: non per me, ma per loro, per non farne delle orfane, perché anch'io sono un'orfana e so cosa significa".

Finalmente dopo lunghi mesi di sofferenza Maria una notte riesce a riposare e "All'alba mi svegliai - ci scrive - con una strana sensazione, sentivo una forza dentro di me che non ricordavo più di avere". Da lì a pochi giorni Maria viene dimessa e "Da quel giorno ricominciai a vivere - ci scrive - accettandomi come ero con sacrificio ed umiltà. Non mi sono mai pianta addosso e c'è voluto molto tempo prima che mi ristabilissi definitivamente e in seguito ho lavorato e cresciuto le mie figlie... ".

Maria, oggi, è una signora di 70 anni, con sei nipoti e ci regala questo messaggio: "Se dovete affrontare la stomia, non vi spaventate, abbiate fede, basta crederci e ritornerete a vivere. La mattina quando mi sveglio e apro la finestra, che ci sia il sole o ci sia la pioggia, ringrazio Dio di esistere e apprezzo il valore della vita".