Choose Your Country:
Home Chi siamo Le nostre storie Consigli utili Eventi e notizie Link utili Contattaci

Iolanda Bianchin

Vincitrice Great Comebacks™ 2004  

bianchin.jpg

Ho letto le altre storie ed io, che non ho mai scritto ad un giornale né raccontato la mia storia, ho sentito il bisogno di esporre al di fuori delle mura domestiche il mio vissuto.

Nel 1982 a seguito di un intervento chirurgico demolitivo, mi ritrovavo improvvisamente catapultata in una realtà che aveva il sapore amaro e incerto di un incubo. La comunicazione del tipo di intervento mi fece realmente piombare in un baratro. No, la stomia definitiva non era qualcosa che avevo preventivato e che potevo accettare.

Avevo 46 anni, due figlie, un marito; avevo una vita cosiddetta normale e con le sue "normali" gioie e dolori, dove l'impegno familiare era costante, ma gratificante.

La piega che la mia vita in quel momento prendeva si configurava in un buco nero nel quale sentivo di precipitare senza appiglio per la risalita.

MilIe paure affioravano: come avrei affrontato la mia nuova condizione? Come avrei affrontato la mia sfera di affetti?

All'improvviso era inconcepibile continuare a vivere. Potevo perdere mio marito, non ero più in grado di accudire le mie figlie. Poi, lentamente aiutata da personale infermieristico competente professionalmente e dal profilo umano iniziai a comprendere che potevo gradualmente recuperare la mia autonomia. Imparai con il loro supporto ad osservarmi e a gestire questa cosa invadente, ingombrante e innaturale. Col passare del tempo la "cosa" sembrava meno ingombrante, un po' più mia. Fu un percorso non sgombro di piccole noie quotidiane per il quale venivo di volta in volta condotta alla risoluzione di queste. Dopo, il rientro a casa, dove accanto alle mie tensioni trovai quelle dei miei familiari.

Ma una dose di fortuna c'è per ognuno e scoprii un marito che superò le sue tensioni e mi fu vicino con immenso affetto e mi diede coraggio.

Qui riconosco come possano scoprirsi a posteriori gli effetti positivi di un episodio negativo. Positivo è stato scoprire l'affetto ritrovato e positivo è stato che le mie due figlie abbiano poi compiuto una scelta di vita conseguente alle mie vicissitudini che oggi le appaga nella vita lavorativa. Entrambe hanno deciso di acquisire la laurea in infermieristica e di dedicare il loro lavoro alle persone sofferenti. Certo la vita di una persona portatrice di stomia non è sempre facile nella pratica quotidiana, ogni tanto si presenta qualche difficoltà da risolvere.

Una cosa però l'ho imparata: è che i nostri drammi possono essere comunque la radice di un bell'albero.