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Great Comebacks

Gregorio Di Paola

Vincitore Great Comebacks™ 2009  

Quest'anno la mia compagna Stomia compie 40 anni. Ricordo l'incontro."Un mattino brumoso, a Milano, in una corsia d'Ospedale. Ci presentò un illustre clinico del tempo: il Prof. Edmondo Malan. Lo stesso che si prese cura di noi. Ma vorrei che fosse Lei, quale protagonista, a commentare le tappe di questa singolare convivènza. Quindi Le cedo la parola.

STOMIA:

Più che un incontro, così come lascia intendere il mio compagno, fu uno “scontro”! Avvenne in un ambiente, che non ispirava certo pensieri idilliaci. Il rapporto che seguì, non fu facile, specie agli inizi. Io subivo il suo stato apprensivo. Lui, la mia incontinenza. Temeva che io potessi impedirgli di continuare a svolgere il suo lavoro di viaggiatore di commercio, che rappresentava la fonte di sostentamènto per la Famiglia. Ogni giorno leggevo le ansie sul suo viso ed annotavo il suo "comprensibile" disagio. Unico antidoto, la presenza della moglie, che lo aveva seguito, lungo il "cammino della speranza", dalla lontana Sicilia, portando con sé, il solo pensiero dei figli. Tra questi, un frugoletto, nato poco prima che si presentasse il Male e che aveva cominciato a muovere, incerto, i primi passi, per raggiungere le gambe del suo papà, che l'istinto gli indicava come punto d'approdo. Oggi, ignaro del contributo terapeutico, contenuto nel ricordo del suo tenero atto. L'intervento, aveva segnato profondamente il mio compagno. Tenuto conto, anche della differente tecnica chirurgica, praticata in quel periodo, rispetto a quella recente, innovativa. Che motivò i lunghi tempi di degenza e quelli ancora più lunghi, per la rimarginazione delle suture, che richiesero anche, sacrifici economici. Stante la ciclicità della carenza nelle strutture Sanitarie e nell'Assistenza, in quest'Isola. Molto spesso in balia delle "correnti", che la spingono, più a Sud. Ma la causa più seria del reciproco disagio, era la mancanza degli ausili. Non ricordo, se per disinformazione o perché non esistessero, negli anni 70. Mi riferisco ai "sacchetti", che come le "grandi scoperte", modificarono radicalmente il rapporto tra me ed il mio compagno e tra questo e la Società. In altra occasione, presso l'Ospedale di Parma, per la prima volta, le volontarie dell'AISTOM (attuali "stomaterapiste"), ci istruirono sull'irrigazione, che da allora abbiamo, sempre praticato, traendone sollievo e soluzione ai problemi patologici. A queste "Persone Speciali ", a cui affianchiamo la "magnifica Squadra" delle Consulenti ConvaTel, per la loro professionale disponibilità, offerta con leggiadria, va la nostra gratitudine, che esprimiamo, in queste note, accreditandola in uno, a: Natale Di Marco dell'Ambulatorio Stomizzati - Ospedale San Liberatore di Atri (TE). Un episodio significativo, resta l'incontro, dopo qualche tempo dall'intervento, con l'operatore Prof. Malan, che in quella circostanza, ai suggerimenti terapeutici, ne aggiunse uno specifico, per il mio compagno. Un suggerimento, impregnato di umiltà, che solo i grandi posseggono e sanno trasmettere. Che assunse carattere di spinta, al grande balzo del "ritorno alla Vita". Disse: “Io ho eseguito solo la parte dell'intervento, che qualsiasi idraulico avrebbe potuto eseguire. Ora resta la più importante e spetta, solo al paziente!”. Scorsi sul viso del mio compagno, un "espressione nuova, mentre ascoltava l'invito. Compresi che rivisitava con la mente, il suo Passato. La giovinezza, segnata dalla povertà e dalla Guerra. Gli Studi, praticati anche, come forma di riscatto dal lavoro operaio. L’arruolamento precoce, nell'Arma dei Carabinieri ed il conseguente incidente in servizio, che lo costringe a rinunciare ad una splendida carriera militare ed a ricominciare daccapo. Affiancato dall'atavica "Sicilitudine", affronta la faticosa ricerca di un lavoro dignitoso per il reinserimento alla vita civile, nella Milano deglianni cinquanta, belli ma duri. La Vita riprende e più avanti, abbandona la Sicilitudine e si innamora di una giovane ragazza milanese e con lei costruisce una Famiglia. Contribuendo così (come è sorto dire), al sogno degli Italiani, sull'Unità d'Italia! Tutto sembra procedere nella giusta direzione, allorché giunge il "richiamo della Foresta": così definisce quella forte, irragionevole attrazione, verso la Terra natia. Il ritorno in Sicilia, per investire, il patrimonio di esperienza fin lì accumulato, in un progetto d'Impresa. Ma il crudele MALE, da me impersonato, è in agguato e si manifesta. Il Soggetto, ancora giovane, teme di aver concluso la sua Vita attiva. Che però gli chiede ancora una prova: "Una dura sfida con se stesso! Spetta a lui decidere. Ed ancora una volta, accetta e combatte! Scopre che in ciascuno di noi, albergano fra i tanti sentimenti, quelli del dovere, anche verso se stessi e della responsabilità verso gli altri, che in momenti di grande impegno o di grave, pericolo, si manifestano, come forza. Quello fu uno di quei momenti, motivato dall’impegno e dall’amore verso i Figli. Per Loro, assume un nuovo incarico, con un’Azienda che gli consente di riprendere il suo lavoro di viaggiatore di commercio. Nasconde il suo stato fisico, per il timore di perdere quella occasione. Viaggia, in mia compagnia, nei Paesi della Calabria, della Sicilia e della Sardegna. A bordo di una piccola Fiat 500 giardinetta, avuta in dotazione, percorre strade impervie, in ogni stagione (le autostrade erano ancora, in progetto). Affronta i duri disagi del vivere, lontano dalla Famiglia, a cui ritorna di rado. Pernotta in piccoli Alberghi economici e consuma frugali pasti in Trattorie. Pur necessitando di ben altri conforti e soprattutto di riposo e di cure. Lo sostiene, come sempre la volontà e la voglia di Vincere. Instancabile e determinato, recupera il rapporto, col suo amico TEMPO, i tanti sacrifici, condivisi dalla sua Famiglia. Così, ingaggia una bella, lunga battaglia, che lo vede vincente. Più tardi, affiancato dai figli, frattanto cresciuti, cui aveva trasmesso arte e principi vitali, realizza brillantemente, il progetto d'Impresa, abbandonato sulla soglia dell'Ospedale Maggiore di Milano, in quel lontano mattino brumoso. Gli anni scorrono ed ad un certo punto del percorso, il mio compagno, carico di novello entusiasmo, decide di cambiare rotta. Questa volta di sua iniziativa. Lancia ancora una sfida, a se stesso. Affida l'Azienda, ormai avviata, ai figli e corre, come sempre, da solo. Si iscrive all'Università. Non quella per anziani... (sottolinea). Sceglie un corso di Laurea in Giurisprudenza, in linea con i suoi precedenti studi umanistici e con il sogno interrotto a 20 anni". Segue regolarmente le lezioni a fianco dei suoi Colleghi giovanissimi, che lo trattano alla pari, consentendo così a lui, uomo di un altro secolo, di innestarsi nel nuovo, senza rigetto. Esperienza singolare! Ammesso ad una seconda Vita, vuole scoprirla appieno! Sostiene esami e compete con i suoi giovanissimi colleghi. Spinto dalla voglia di apprendere. Soprattutto, dalla rinvigorita voglia di VINCERE. Ed il 30 gennaio 2001,dopo cinque anni di studi impegnativi, sempre in mia compagnia, inaugura, in "Tocco e Toga ", il nuovo Millennio, nella splendente Aula Magna della Villa Cerami dell'Università di Catania. Si laurea in Giurisprudenza, discutendo una Tesi di Diritto Internazionale, sul "Nuovo Mercato Europeo ed i finanziamenti Comunitari". La Sfida continua! Così a 73 anni, inizia come ragazzo di bottega il suo praticantato, presso uno Studio, per diventare esperto in Diritto Comunitario. Supera anche questo Traguardo ed entra nell’Ordine professionale. Frattanto l'amico "TEMPO" ha archiviato le sofferenze e ne ha tratto una Storia: "Questa Storia". Che non esalta gesti eroici, ma racconta di un incontro fra un uomo semplice ed una Stomia, che dopo averlo ferito nella sua integrità fisica; "Si pente!" Tra i due nasce un rapporto d'intesa, in cui la Stomia assume il ruolo di compagna discreta, poi di guida ed infine, di promotrice di Vita. Ancora oggi è possibile incontrarli assieme, mentre passeggiano, lungo i viali della "Saggezza" ed ascoltare qualcuna delle loro riflessioni. Dice lui: non è giusto arrendersi alle avversità e ancor meno, al Male! Perché la Vita è un patrimonio incommensurabile, di valori e di forze, che va tutelato, per essere spartito con i Tanti, che pur non chiedendo, necessitano di qualcosa: a volte, solo di un sorriso o di un semplice cenno d'invito a rientrare nel "CORO".

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