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Giovanni Viganego

Vincitore Great Comebacks™ 2011

La mia storia inizia nella primavera del 2004, quando attendevo con serenità i miei 70 anni. Decisi allora di ritardare un intervento per eliminare un paio di fastidiosi calcoli alla cistifellea. Avrei atteso che passasse l'estate con il placet dei sanitari. Durante le vacanze estive avevo accusato dolori addominali piuttosto forti, che logicamente addebitai ai calcoli. In settembre mi sottoposi all'intervento e fui dimesso apparentemente in buona forma. Appena a casa, però, fui assalito da fortissimi dolori allo stomaco e, dopo appena qualche giorno, fui ricoverato d'urgenza nello stesso ospedale, nello stesso reparto, dagli stessi medici. Il reponso fu spietato: intervento immediato di amputazione del retto per un tumore troppo vicino allo sfintere anale per permettere un intervento conservativo. In termini medici: "scoperat di una malformazione rettale troppo bassa per tentare un intervento di ricanalizzazione e quindi necessario intervento di Miles. Senza nessun preavviso, senza nessuna preparazione psicologica, il mostro mi aveva attaccato, cambiando la mia vita. Mi risvegliai con questa menomazione di cui non sapevo assolutamente nulla (Quando mi fu comunicato prima dell'intervento, nelle condizioni in cui mi trovavo, non capii assolutamente nulla). Ed eccomi "stomizzato" e di conseguenza impaurito, impreparato, con il mondo che mi crollava addosso, senza speranza per un futuro ignoto. Abituarsi a questa nuova condizione fu durissimo e non ne sarei uscito fuori senza l'intervento decisivo di persone meravigliose che ebbi occasione di incontrare in una struttura impensabile nella normalità della nostra sanità. Questa fortuna legata all'affetto, all'aiuto psicologico e pratico delle persone a me vicine. Da parte mia, una nuova consapevolezza mi aiutò a cercare una nuova partenza, una vita possibile. A questo punto cercai di programmare la mia vita, avrei potuto finalmente scegliere solo per me stesso. Per cominciare i molteplici impegni del mio recente passato mi avevano impedito il piacere della lettura, alla quale potei dedicarmi con il massimo impegno; il bisogno di tenersi al corrente di quanto accadeva nel Bel Paese e dintorni. Più giornali che TV, comunque e, infine, la passione sportiva (un po' oltre le righe per la verità!). Scrissi addirittura qualche poesia, a mia discolpa fu sapere che tutti prima o poi scrivono una poesia! Mi dedicai soprattutto ad una testimonianza del mio percorso di stomizzato, attraverso un modesto libro che riuscii a far stampare e che devo dire ebbe un certo successo.

Lo volli dedicare ai miei angeli quotidiani che ebbi la fortuna e l'onosre di conoscere soprattutto tra i grandi della sanità (quella buona). Quelle che io chiamo le mie ragazze, che mi aiutarono ad uscire dalla mia disperazione, competenti e, come dicevo, angeliche. Si rafforzò infine il mio rapporto con mio figlio e con tre grandi amici (tre donne stupende, logicamente!).

Il miracolo fu ritrovare la mia voce giovanile: "canta che ti passa" è un detto popolare evidentemente azzeccato. Ma dopo 6 anni l'incubo ritorna. Un nuovo problema, un'altra parte della mia vecchia carcassa sotto tiro del "mostro".

Istintivamente pensai di non resistere, "avevo già dato". Da dove nasceva questo atteggiamento? Rassegnazione, lasciarsi andare, feci qualche bilancio e mi preoccupai con lucidità di non lasciare problemi a nessuno. Non passò molto tempo, ma improvvisamente tutto cambiò: avevo deciso di combattere e, come un antico cavaliere, ripresi la corazza e partii. Fu molto dura per mesi e mesi ma, finalmente, rimanendo nella metafora, il drago si era dimostrato un brutto sogno, da superare ancora una volta. Adesso, più sereno, ma ancora in guardia, ho tempo di riflettere e di arrivare ad una conclusione ovvia. Infatti ora so che se ho avuto la forza di oppormi a muso duro, a resistere, paradossalmente, è stat la mia patologia! La sofferenza per le persone stomizzate come me, porta a conquistare una forza, una serenità che mi hanno aiutato e mi aiutano molto. Per concludere a questo punto del mio percorso di vita, mi sono ritrovato a scalare la montagna e raggiungere la cima, là dove il cielo è terso, l'aria fine e si vede un ampio orizzonte dove la vita continua!