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Great Comebacks

Rob Hill, Ambasciatore mondiale

Fino al 1994, Rob Hill non era mai stato malato un solo giorno nella sua vita. Il ventitreenne atleta di triathlon, alpinista, classificato al secondo posto nella sua prima maratona, era solito seguire un allenamento molto rigoroso. Finché, debilitato da forti dolori addominali, non gli fu diagnosticato il morbo di Chron.

Nel successivo anno e mezzo, le condizioni di salute di Rob peggiorarono. Il suo peso calò drasticamente da 83 kg a circa 47 kg e divenne sempre più evidente la necessità di intervenire chirurgicamente. "Quando fui costretto a scegliere se perdere il colon o la vita, non fu difficile”, racconta.

Solo dopo essersi ammalato Rob seppe che anche una zia aveva avuto il morbo di Crohn fatto di cui all'epoca, non era a conoscenza neanche la famiglia. Tuttavia Rob afferma: "la vita con una stomia rappresentava la mia seconda opportunità e non volevo certo sprecarla".

Otto anni dopo l'intervento che cambiò la sua vita, Rob decise di fare qualcosa per sconfiggere i pregiudizi che riguardano le patologie infiammatorie intestinali e la vita con una stomia.

Iniziò così la sua battaglia personale per diventare il primo paziente stomizzato, affetto dal morbo di Crohn, ad affrontare la scalata delle Sette Vette più alte del mondo, una in ogni continente e fu il primo a sensibilizzare le persone sui temi legati alla malattia infiammatoria cronica intestinale e alla stomia.

Appena 300 persone negli ultimi 20 anni sono riuscite nell’impresa: è difficile per tutti, ancor di più per chi non ha il colon, che assorbe acqua e le sostanze nutritive per l'organismo.

Grazie al ruolo di Ambasciatore mondiale per il Programma Great Comebacks™ e alla sua Intestinal Diseases Education and Awareness Society (IDEAS - Gruppo per la sensibilizzazione e l'educazione sulle malattie intestinali), Rob è l'esempio vivente che la stomia non consiste nella rimozione di un organo, quanto in una seconda possibilità di vivere e realizzare i propri sogni.

Oggi, Rob continua a lottare per eliminare le barriere che isolano le persone affette da malattie intestinali, dichiarando che “dobbiamo parlare della nostra condizione, non c'è nulla da nascondere”. Grazie al suo impegno con il Programma Great Comebacks™, Rob viaggia per raccontare ai pazienti la propria esperienza e incoraggiarli a lottare per conquistare le loro vette personali.

Passi piccoli, ma da gigante per conoscere la malattia infiammatoria cronica intestinale.

Rob è passato dal non essere quasi più in grado di salire le scale, per gli effetti debilitanti della sua condizione, ad aver scalato le Sette Vette più alte del mondo nella sua campagna “No Guts-Know Glory!”:

 

  • Giugno 2002, Mt. Elbrus, 5.633 m, Russia/Georgia, Europa
  • Ottobre 2003, Mt. Kilimanjaro, 5.963 m, Tanzania, Africa
  • Gennaio 2004, Aconcagua, 6.962 m, Argentina, Sud America
  • Giugno 2005, Denali/Mt. McKinley, 5.895 m, Alaska, U.S.A., Nord America
  • Gennaio 2006, Vinson Massif, 4.897 m, penisola Antartica
  • Aprile 2007, Piramide Carstensz , 4.884 m, Indonesia, Oceania
  • Maggio 2010, Everest, cima Sud 8.850 m, al confine tra Nepal, Tibet e Asia.

 

Maggiori informazioni:

  • Per maggiori informazioni su Rob Hill e la campagna delle Sette Vette No Guts - Know Glory!, visita il sito www.nogutsknowglory.com.

 

 

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