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Il desiderio di chi ha affrontato un intervento di stomia è quello di tornare a condurre una vita piena e attiva. Il Programma Great Comebacks™ premia queste persone straordinarie per il loro “grande ritorno” alla vita quotidiana e il loro impegno nella vita sociale.
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Il Programma Great Comebacks™ è realizzato da ConvaTec Italia S.r.l. in collaborazione con A.I.O.S.S. (Associazione Italiana Operatori Sanitari di Stomaterapia) e F.A.I.S. (Federazione delle Associazioni Incontinenti e Stomizzati).

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SITO CARLO NESTI

26 luglio 2009 (ore 21,00)

Sportivi stomizzati: Piazza

Fernando Vitale

Stefano Piazza è un paziente stomizzato appassionato di scuba diving. La sua storia è diversa da quella di qualsiasi altro sportivo: nel 2003 ha iniziato la sua dura battaglia contro il cancro. Non si è arreso e, con costanza, forza di volontà e grazie all’aiuto della sua famiglia, è tornato alla sua grande passione. Nel 2007, grazie alla sua storia, ha vinto il concorso Great Comebacks™, il Programma Internazionale sostenuto da F.A.I.S.Onlus (Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati), A.I.O.S.S. (Associazione Italiana Operatori Sanitari di Stomaterapia) e ConvaTec; nel 2009 ha fondato l’A.M.I.S. (Associazione Modenese Incontinenti e Stomizzati) di cui è Presidente.
La sua ultima sfida, è stata quella di effettuare un’immersione a largo dell’Isola d’Elba. La testimonianza di Stefano Piazza è un messaggio di grande forza e un esempio positivo per chi si trova a dover affrontare lo stesso difficile cammino: in Italia gli stomizzati sono 60 mila; hanno un’età compresa, in genere, tra i 50 e i 70 anni, ma non sono esclusi giovani e bambini.
Stefano ha affrontato questa nuova sfida imbarcandosi sulla nave “Bonita” dal 19 al 21 giugno. Durante la sua impresa, nella riserva protetta dello “Scoglietto dell’Isola d’Elba”, è stato seguito da un operatore subacqueo.

La F.A.I.S. Onlus (Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati) opera a livello nazionale ed é l’espressione della grande maggioranza delle Associazioni Regionali che, pur avendo alle spalle un’attività trentennale, hanno avvertito la necessità di federarsi insieme per avere maggiore visibilità sul territorio e per agevolare l’interscambio con altre regioni, affidando alla Federazione il compito di coordinare i flussi d’informazione e di promuovere iniziative da diffondere all’interno della Federazione stessa. Il sito da consultare è: www.fais.info.

Cosa ha fatto la F.A.I.S.:
La F.A.I.S. ha promosso e collaborato alla costituzione di Associazioni Regionali di stomizzati che non esistevano, come in Sardegna, Friuli V.G., Umbria, Lazio, Molise, Calabria, Sicilia e Basilicata; ha promosso l’istituzione di leggi Regionali in favore di incontinenti e stomizzati in tutte le Regioni aderenti, ottenendole cronologicamente in Veneto, Piemonte, Umbria, Calabria, Molise, Abruzzo e Sardegna; ha collaborato alla stesura del disegno di legge attualmente in discussione alla Camera; ha organizzato la prima Giornata d’Incontro con gli Stomizzati d’Italia; ha bloccato numerose gare d’appalto promosse da alcune ASL d’Italia; é diventata membro effettivo dell’International Ostomy Association e della European Ostomy Association; ha posto un membro del proprio Consiglio Direttivo, Giuseppe De Salvo, all’interno del Consiglio Direttivo Europeo che consente un confronto molto più ampio e proficuo; è iscritta al Registro Nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale; ha aperto un proprio sito web; ha fondato il Gruppo Giovani; ha un proprio giornale d’informazione “Ritrovarci” che pubblica con cadenza trimestrale. Intende istituire inoltre un Comitato Scientifico che comprenda figure altamente qualificate nel campo della coloproctologia, dell’urologia e della riabilitazione, il quale, attraverso progetti da realizzare sia in campo nazionale che europeo, avrà lo scopo di dare un nuovo e proficuo impulso alla ricerca e sviluppo scientifico, alla prevenzione e alla riabilitazione.

Cosa sta facendo la F.A.I.S.:
• A livello locale stimola la formazione di associazioni provinciali che hanno lo scopo di organizzare incontri e attività culturali/ricreative affinché ogni paziente, a fianco di molti altri che condividono la stessa patologia, si senta meno isolato e più incoraggiato a venir fuori dall’anonimato.
• A livello regionale la F.A.I.S. si sta prodigando affinché in tutte le regioni del territorio nazionale siano presenti le associazioni regionali per stomizzati ed incontinenti. Questo è un obiettivo particolarmente importante per la tutela ed il miglioramento della qualità della vita del paziente stomizzato. Da quando è stato avviato il processo della regionalizzazione e quindi con il decentramento dell’amministrazione pubblica, è l’associazione regionale che si pone come interlocutore privilegiato nel dialogo con le varie istituzioni (regionali, provinciali e comunali).
• A livello nazionale e internazionale, essendo la F.A.I.S. una federazione, esercita una sorta di interattività. Le informazioni che dalle singole associazioni regionali pervengono alla federazione, sono rimandate anche alle altre, in modo che le singole esperienze locali siano fonte di conoscenza e servano da base per attivare servizi qualitativamente sempre più efficaci.
Altro grande lavoro su cui la F.A.I.S. si sta impegnando molto riguarda l’erogazione dei dispositivi medici (ora integrati nei LEA) per i quali è stato aperto un tavolo di trattative direttamente con il Sottosegretario di Stato alla Salute e con la Direzione del Ministero.
Infine, a fronte di uno specifico progetto, si impegna affinchè i Centri di riabilitazione siano:
- Riconosciuti dagli enti istituzionali.
- Distribuiti omogeneamente su tutto il territorio.
Il paziente stomizzato deve poter contare su centri di riabilitazione stabili nel tempo e non soggetti a improvvise chiusure, perché considerati centri di profitto e quindi visti soltanto nell’ottica del risparmio sanitario caratterizzato da obiettivi totalmente economici.
Una buona riabilitazione, oltre ad un miglioramento della qualità di vita del paziente, comporta una riduzione dei costi diretti, ottenuta attraverso una diminuzione delle prestazioni medico/infermieristiche che inevitabilmente le stomie e le incontinenze comportano, ma andrebbero ad incidere anche sui costi sociali indiretti perché il miglioramento generale del paziente ne favorisce il reinserimento nel mondo del lavoro, dove oggi purtroppo in molti casi non è ancora possibile, con una ricaduta economica meno pesante per la società.

 

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