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Il desiderio di chi ha affrontato un intervento di stomia è quello di tornare a condurre una vita piena e attiva. Il Programma Great Comebacks™ premia queste persone straordinarie per il loro “grande ritorno” alla vita quotidiana e il loro impegno nella vita sociale.
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Il Programma Great Comebacks™ è realizzato da ConvaTec Italia S.r.l. in collaborazione con A.I.O.S.S. (Associazione Italiana Operatori Sanitari di Stomaterapia) e F.A.I.S. (Federazione delle Associazioni Incontinenti e Stomizzati).

Great Comebacks è un marchio registrato di ConvaTec Inc.

 

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MEDICI OGGI

dicembre 2007

Assegnati i premi Great Comebacks a pazienti e stomaterapisti
Dopo la stomia, ricominciare una nuova vita

Un nuovo modo di stare al mondo, di riconsiderare le priorità della vita e per questo riuscire ad amarla di più. Può accadere a chi ha subito, a causa di un tumore, di una malattia infiammatoria cronica, di un trauma, o ancora di difetti congeniti, un intervento chirurgico di resezione dell’apparato intestinale o urinario.

Il premio Great Comebacks alla sesta edizione nel nostro Paese è assegnato, ogni anno, a chi, con coraggio, ha ripreso un’esistenza normale e vuole dimostrare che è possibile una rinascita. Far sapere a tutti che molti ce l’hanno fatta. È questa la ragione profonda del Great Comebacks. L’edizione 2007 ha premiato a Montesilvano (Pescara) i nuovi testimonial italiani e anche gli stomaterapisti che li hanno aiutati nel processo riabilitativo. I premiati sono Stefano Piazza da Modena e Giuseppe Penello da Udine.

A consegnare i premi è stato Rob Hill, un giovane canadese, atleta di Triathlon, scalatore e alpinista, stomizzato e affetto da morbo di Crohn. L’evento dedicato ai Great Comebacks ha grande tradizione in America dal 1984. In Italia siamo alla sesta edizione, per iniziativa di Convatec in collaborazione con le associazioni Fais (Federazione associazioni incontinenti e stomizzati) e Aioss (Associazione italiana operatori sanitari stomaterapia).

Sono gli stomizzati, persone incontinente 24 ore su 24, che vivono con una sacca adesiva di raccolta, ma anche, in molti casi, con la preoccupazione di una malattia che deve essere tenuta sotto controllo. In Italia sono 60 mila, uno su mille, distribuiti in maniera uniforme sul territorio. Sono soprattutto tra i 50 e i 70 anni, ma non sono esclusi giovani e bambini. Molti di loro riescono a vincere la sfida più difficile: recuperare la propria vita.

A raccontare il suo difficile percorso è lo stesso Rob Hill. Rob ha scalato le sei più alte vette del mondo ma non ancora l’Everest, impresa che si accinge a compiere a metà dell’anno venturo.

«Raggiungendo un obbiettivo estremo, spero di dimostrare ad altre persone che hanno disturbi intestinali cronici che questa situazione non deve impedire loro di vivere pienamente la propria vita. Quando mi trovai davanti alla scelta tra perdere il colon oppure perdere la mia vita, decidere non fu difficile. La vita con la stomia è stata la mia seconda chance e non intendo sprecarla» ha spiegato Hill.

Uscire dal tunnel è un gioco a due, un circolo virtuoso tra paziente e operatore sanitario.

Per questo motivo, il ruolo fondamentale è proprio quello dello stomaterapista: in Italia sono 400 gli infermieri con il diploma e circa 2000 gli addetti volontari nei reparti. «È l’infermiere che aiuta il paziente a gestire la stomia» osserva Gabrielle Rastelli, presidente dell’Aioss.

 

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